Uno tra gli indici di teleconnessione più interessanti è certamente l’Arctic Oscillation index o AO che misura le anomalie di pressione in prossimità del suolo (1000 hPa) sull’area polare. Quando il valore di questo indice è positivo la pressione sul Polo è inferiore alla media, sintomo di un Vortice Polare molto raccolto e centrato. A livello emisferico ciò determina intensi venti occidentali alle medie latitudini nonché un rinforzo ed un innalzamento generale della fascia anticiclonica subtropicale. Le masse d’aria fredda rimangono cosi confinate alle altissime latitudini le perturbazioni scorrono su Europa settentrionale e Canada mentre più a Sud dominano frequenti anticicloni.



AO POSITIVO



Quando l’indice di oscillazione artica è negativo le masse d’aria fredda sono propense a scendere di latitudine, anche se tuttavia un indice troppo negativo può comunque significare una circolazione polare invertita troppo intensa con aria fredda costretta a muovere da Est verso Ovest ma difficilmente da Nord verso Sud. In questo caso le perturbazioni seguono una traiettoria (storm track) ben più meridionale e sul Polo si assiste alla formazione di cellule di alta pressione. Sul Polo un indice spesso positivo consente il mantenimento della banchisa artica specie in estate mentre al contrario un indice molto negativo può essere deleterio per il pack nella stagione calda vista la propensione dell’aria fredda ad abbandonare il suo luogo di origine.



AO NEGATIVO



Ma quali sono state le oscillazione di questo importante indice nel corso dei decenni e quali le ripercussioni? Complessivamente se non si fanno distinzioni stagionali l’indice si è mostrato stabile nel corso degli anni seppur ha attraversato una fase di frequente positività negli anni 90. In inverno invece l’indice ha mostrato profondi cambiamenti. Dal grafico in basso è possibile notare come dopo molti anni con indice negativo dal 1987 circa ad oggi (inverno 2010-2011 escluso) si sia passati a valori molto positivi. Stagioni dunque condizionate da estrema mitezza e scarsità di precipitazioni alle nostre latitudini.


Informazioni utili sul sito: National Snow & Ice Data Center